Crea sito

Bambini che leggono

Bambini che leggono

Cari lettori buon giorno!

Qualche giorno fa ho incontrato Luca Picciuto, psicologo e logopedista, per chiacchierare insieme sulle Letture all’aperto per bambini. Da qualche anno, a san San Bartolomeo, d’estate i bambini si riuniscono per ascoltare e “leggere” insieme i libri.

Il progetto nasce con Luca e con l’associazione I Sogni di Davide continua a vivere da quattro anni!

Ciao Luca! Che tipo di lettore sei?

Ciao Anna!

Negli ultimi mesi ho scoperto gli audio-libri e sono diventato un lettore compulsivo! Ho letto più di 30 libri durante il Lockdown, ho letto tutti i libri che avrei sempre voluto leggere, da romanzi alla saggistica, quindi è stato un modo per scoprire nuovi e straordinari mondi.

Sono un lettore che ha dieci libri sempre insieme sul comodino, di tutti i tipi, da romanzi a saggi, a libri di poesia. Dipende dai periodi.

A diciannove anni ho scoperto la lettura e ne rimasi affascinato, impressionato, infatti ricordo che il primo anno scrissi un file di Word con la lista dei libri letti e ne erano circa 85. Gli anni a seguire sempre di più, ogni anno sempre più affamato di carta stampata.

Da ragazzo ero un appassionato degli autori del ‘900, ne ho letti davvero tantissimi! Consultavo l’enciclopedia della Letteratura del Novecento e andavo di autore in autore, fino a conoscere tutti i più grandi.

Leggere il Novecento mi ha aiutato nella mia vita, ma anche nei miei studi di Psicologia.

Insomma, sono un lettore un po’ disordinato, variegato. Per ristabilire un po’ di ordine mi pongo degli obiettivi in base a studi e ricerche per il mio lavoro, mi iscrivo a corsi…Lo studio mi riordina molto!

La lettura è un piacere solitario e silenzioso. Per poterlo trasmettere agli altri va condiviso?

Va condiviso l’entusiasmo nella lettura ai bambini, va condivisa la passione. Lungi dai lettori per bambini credere di avere obiettivi didattici, perché non è questo lo scopo.

L’entusiasmo è un giusto movente, specialmente per i bambini, loro entrano nel mondo della lettura e pian piano trovano la loro strada saltellando da entusiasmo a entusiasmo, sicuramente non da apatia ad apatia.

Entusiasmo è una parola che deriva dal greco ÈNTHOUS, ossia ÈN-THEOS, che vuol dire pieno di Dio, divinamente ispirato. Ecco: va trasmessa la gioia del creato e del Creatore.

Luglio 2017

La lettura nella tua esperienza prima di figlio e poi di papà?

Come figlio non ho esperienze, sono cresciuto senza libri. Mamma una volta mi regalò Intelligenza emotiva di Goleman e quello è forse l’unico libro che io abbia letto tra i 13-14 anni, forse senza neanche finirlo. Senza che io lo sapessi, quel libro è diventato il mio lavoro.

Mi ricordo, poi, che verso i diciassette anni mi feci prestare Dostoevskij da un amico.

Ho iniziato a leggere davvero verso i diciannove anni, e l’entusiasmo tardivo è stato provvidenziale: il mondo di libri mi è balzato agli occhi come una rivelazione.

Da padre, l’esperienza è totalmente diversa. Da quando nostra figlia aveva 6 mesi, con mia moglie, abbiamo iniziato a leggerle storie e ora che ha quasi due anni, viene da noi a chiedere di leggerle un racconto. Per lei, i libri sono diventati un gioco, un divertimento, un oggetto che prende vita e che non può mancare nella sua giornata.

Come hai conosciuto i libri per bambini e come li scegli per gli incontri?

Non so bene quando è avvenuto il primo incontro, forse il primo approccio è stato con i romanzi per bambini.

Ho scoperto che la letteratura per ragazzi e bambini è miscela di narrazione e poesia. Nei libri che ho, che leggo e che propongo ai bambini l’equilibrio tra le due componenti è la mia bussola. La poesia rischia di diventare canzoncina, qualcosa di troppo confezionato: in questo senso la bravura degli scrittori è palpabile.

La chiocciolina e la balena

Per scrivere libri per bambini bisogna entrare nel loro mondo e tornare indietro, usare parole semplici per raccontare qualcosa di estremamente complesso che sono le emozioni, le relazioni, la vita. Ogni volta che scelgo un libro, certe storie mi seguono e mi girano in testa, sono lì pronte a sorreggermi o a interrogarmi.

Gli albi illustrati sono i libri che a volte mi lasciano perplesso, a causa delle tantissime immagini in ogni pagina. Penso che a volte ci sia bisogno di lasciare molto più spazio all’immaginazione dei bambini.

I bambini sono già abbastanza bombardati dalla televisione, dai media. Bisogna permettere ai bambini di costruire una propria immagine sulla storia ascoltata, come un film costruito da loro stessi.

Hai una ricetta per trasmettere ai bambini l’amore per i libri?

La libertà è un elemento imprescindibile della lettura ad alta voce per bambini. Lasciarli liberi di immaginare, di entrare nella storia, di raccontarsi attraverso di essa.

È importante mettere insieme vari stimoli, come l’uso dei sensi e del movimento, affinché ci sia un coinvolgimento totale della persona.

Non bisogna avere la pretesa di insegnare loro qualcosa (spesso sono i bambini ad insegnare qualcosa a noi), perché verrebbe meno quella libertà di cui parlavo poc’anzi.

Ancora, il piacere della scoperta, l’entusiasmo.

Un elemento importante è avere continuità, ovvero iniziare da piccolissimi e far entrare la lettura in tutto il percorso di crescita, con tanta semplicità e divertimento.

In questo periodo storico, inoltre, è importante creare spazio per i bambini, in cui ci sia lentezza, in cui loro siano protagonisti e non spettatori di uno schermo.

Come le parole del libro prendono vita, si trasformano in storia vibrante?

Nella lettura condivisa, la storia prende vita solo se c’è l’attenzione dei bambini, se loro si sentono immersi nella storia, chiamati in causa da essa.

La storia prende vita quando da lettore si entra in sintonia con i bisogni di bambini, quando in qualche modo la storia risponde alla loro vita.

 Ci vogliono più mondi che si toccano contemporaneamente, cosicché la storia possa rinascere.

Come ti prepari per le letture ai bambini, quali sono gli elementi che in una lettura non devono mancare?

La storia deve arrivare dentro al lettore, deve ascoltarla e leggerla mille volte, deve diventare la sua storia.

Nella condivisione, poi, bisogna parlare poco e usare più la sfera dei sensi, il non verbale, i gesti, l’espressione del viso.

Luglio 2020

Purtroppo con il Corona-virus si è persa un po’ questa sfera di contatto, il che mi manda un po’ in crisi, ma con un altro po’ di pazienza, torneremo a farlo.

Io personalmente, sto cercando di lavorare molto sul suono della voce, per renderla più accogliente, più interessante, perché i bambini conoscono il mondo attraverso il corpo, è fondamentale curare i dettagli.

Cosa ami della lettura condivisa ai bambini?

La risata dei bambini! Quando un bambino ride mentre ascolta la storia, mi si apre il cuore.

Ogni risata è una piccola medaglia, perché il libro è diventato interessante, non è restato oggetto noioso e statico.

È bello vedere che un bambino ha voglia di raccontarti il suo mondo.

Nella lettura condivisa, devo dirlo, è tanto importante coinvolgere tutti, creare un mondo circolare, in cui tutti danno un contributo e ritorna indietro tanta bellezza.

Come nasce il progetto?

Il progetto nasce nel mio studio, dove feci qualche lettura, coinvolgendo alcuni bambini dai sei anni.

Poi con l’associazione I sogni di Davide, pian piano è cresciuto, e questo è il quarto anno che lo proponiamo ai bambini.

Prima di questo, durante i miei studi, facevo il volontario in ospedale, al Bambin Gesù a Roma, con teatrini e letture per i bambini dei reparti.

Ora sono contento che stia diventando un progetto aperto a più persone, che coinvolge più adulti. L’elemento fondamentale che non manca è l’entusiasmo.

Il progetto nasce come tentativo di dare qualcosa in più ai bambini, a San Bartolomeo, per dare un’alternativa alla televisione e a giochi poco creativi.

Giugno 2020

…E il Corona-virus?

Nonostante il Corona-virus, hanno aderito tanti bambini, alcuni sono titubanti, ma non ci siamo fatti ostacolare troppo da questa situazione. In sicurezza, stiamo organizzando molti incontri.

Il limite è che i gruppi possono essere formati solo da cinque bambini, il che è sicuramente meno affascinanti di gruppi da quindici. La cosa che mi manca molto è il contatto fisico, ma ora l’importante è che i bambini si possano incontrare: hanno bisogno di riadattarsi alle situazioni, alle relazioni.

Qual è lo scopo della lettura ai bambini?

Di scopi ce ne sono tantissimi…

Forse lo scopo più semplice e immediato, è comunicare ai bambini il piacere della lettura.

Entrare in sintonia con i bambini, mettere loro uno difronte all’altro, mostrare che ci sono degli adulti che si prendono cura di loro.

Scopi importanti sono anche l’allenamento delle funzioni cognitive, come l’attenzione uditiva, la pazienza, la gestione della frustrazione.

Questi scopi sono tutti basati sul concetto di lentezza e di multisensorialità, che portano a saper vivere nel qui ed ora, portano a scoprire un posto, viverlo in tutte le componenti.

Gli incontri di lettura che organizziamo servono per dimostrare ai bambini, e quindi ai futuri ragazzi, che possiamo vivere delle cose belle anche qui a San Bartolomeo, non necessariamente bisogna spostarsi.

Giugno 2019

Per questo è importante il contesto delle letture, infatti scegliamo vicoli, posti immersi nella natura: vivere belle emozioni in un posto ci permette di affezionarcisi, ci permette dire “questo posto è casa mia”.

Io, Luca, lo faccio perché la lettura è un mondo talmente bello che non posso non volerlo condividerlo con tutti.

Il mio scopo è quello di contagiare più persone possibili, a partire dai bambini, ma soprattutto voglio contagiare nuovi adulti che si mettono in gioco.



1 thought on “Bambini che leggono”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.